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Consigliere di maggioranza con un debito verso il Comune: "Si deve dimettere"

Si tratta di 5mila euro che sono dovute al Comune di Cortona. Gli uffici si sono mossi in seguito al problema sollevato dall'opposizione che adesso ne chiede immediate dimissioni

Il 27 maggio scorso, il capogruppo Pd-Insieme per Cortona Andrea Bernardini ha depositato un'interrogazione al sindaco per chiedere se un consigliere comunale di maggioranza fosse stato tra i titolari della società proprietaria di un’attività commerciale in località Mercatale che, tra il 2011 e il 2016, non aveva pagato la tassa sui rifiuti e si era vista notificare un provvedimento ingiuntivo di riscossione per oltre 5.000 €. Se ciò fosse vero, rappresenterebbe una causa di incompatibilità per la carica di consigliere comunale (non devono sussistere debiti con l'Ente presso il quale si è eletti).

"Durante il consiglio comunale, il sindaco ha risposto a chi aveva presentato l'interrogazione "con la sua solita sicumera, dichiarando che con la questione dei debiti nei confronti del Comune, «il soggetto facente parte questo consiglio comunale, che è un soggetto di maggioranza, non c'entra assolutamente nulla, perché avendo ceduto tutto in una società singolarmente, soggettivamente, lui non ha... zero, lui ha zero debiti con il Comune di Cortona, quindi fate pure la vostra strada, andate avanti». Avanti siamo andati, o meglio, è andato il Comune stesso, visto che doveva rispondere all’interrogazione."

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"Proprio quello che temevamo. Nella risposta all’interrogazione, del 9 luglio, il sindaco scrive che «i competenti uffici si sono attivati per le verifiche del caso» e che «il servizio finanziario [...] ha comunicato l’effettiva sussistenza di un debito a carico della società [...], a parziale integrazione delle precedenti verifiche effettuate in sede di insediamento dell'organo consiliare ed in attuazione della segnalazione ricevuta». Quindi non è vero che c’erano zero debiti, anzi: «in data 19/06/2020 il consigliere [...] ha chiesto la rateizzazione della somma di euro 5223.00, in attuazione del Regolamento Comunale». Il 24 giugno il segretario comunale «ha invitato il consigliere comunale [...] ad effettuare un intero pagamento della somma suddetta entro il termine di giorni 15, avvertendo lo stesso che il mancato pagamento determinerà l’attivazione delle procedure previste all’articolo 69 del Testo unico degli enti locali», cioè la decadenza dall’incarico.
Questo episodio segue altri fatti gravi relativi ad altri consiglieri di maggioranza, che si sono visti contestare tasse non pagate ad inizio legislatura e che solo dopo l'avvenuta elezione hanno scelto di sanare. Ma non basta, soltanto pochi mesi fa un altro consigliere di maggioranza si è dimesso dopo che gli sono stati contestati gravi reati di natura tributaria. Non si può continuare così: il sindaco si deve assumere la responsabilità di certe scelte, che stranamente stanno emergendo soltanto a legislatura in corso e su nostra sollecitazione. Appare quanto mai singolare che il sindaco non si sia preoccupato di fare le stesse severe verifiche eseguite su altri consiglieri di maggioranza (talmente approfondite da scovare anche singole multe non pagate), forse perché si trattava di persone “scomode” per la composizione della giunta proprio in quei giorni.
Nello stesso consiglio comunale, il sindaco ha invitato tutti a recarsi alla sede dell'Agenzia delle Entrate per verificare i redditi ed i patrimoni dei consiglieri degli ultimi 10 anni. Accogliamo con favore questo invito perché pensiamo che a questo punto sia davvero necessaria una verifica completa di tutti gli eletti e di tutti i componenti della giunta. È quindi doveroso che il consigliere in questione rassegni le dimissioni, essendo ormai compromessa la sua credibilità per aver sottaciuto un grave fatto che lo riguardava."

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