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Cortona, "Storie di persone e di Musei": un museo diffuso, un museo in movimento

Il Museo dell’Accademia Etrusca si è formato a partire dal 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli donò la sua collezione e la sua biblioteca all’Accademia Etrusca appena costituitasi ad opera dei fratelli Venuti e di un gruppo di giovani nobili...

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Il Museo dell’Accademia Etrusca si è formato a partire dal 1727, quando l’abate Onofrio Baldelli donò la sua collezione e la sua biblioteca all’Accademia Etrusca appena costituitasi ad opera dei fratelli Venuti e di un gruppo di giovani nobili cortonesi, interessati alla cultura illuministica. Gli studi promossi e pubblicati in Accademia, che grazie ai loro autori assumevano una rilevanza europea, dettero origine al movimento dell’etruscheria, dalla cui evoluzione è sorta la moderna archeologica.

Il Museo si è continuamente arricchito, in particolare dal XVIII secolo, con molti reperti archeologici rinvenuti nel territorio cortonese o donati dai vari soci e con oggetti d’arte e di artigianato di varie epoche storiche. Attualmente il museo è suddiviso nelle due sezioni dedicate all’Accademia Etrusca e alla Città etrusca e romana di Cortona; nella prima sono raccolte molte opere di pregio tra cui alcuni dei “simboli” della cultura cortonese come il lampadario etrusco in bronzo, la cosiddetta Musa Polimnia, la raccolta di ceramiche, bronzi etruschi e romani, la collezione Corbelli di materiali della civiltà egizia. Non mancano testimonianze più recenti, come l’imponente raccolta di oggetti d’arte e di arredamento della famiglia Tommasi Baldelli e la serie di opere del pittore cortonese Gino Severini, uno dei fondatori del futurismo, cedute a Cortona dallo stesso Maestro. Vengono inoltre presentati molti materiali archeologici provenienti dalla città e dal territorio, che mettono in collegamento con la più moderna sezione del museo, quella della Città etrusca e romana di Cortona. Qui, dopo un rapido accenno alla paleontologia della zona, trovano collocazione i corredi orientalizzanti e arcaici delle sepolture della Valtiberina e della Valdichiana; ma soprattutto sono esposti i

preziosi reperti provenienti dalle tombe etrusche dell’immediato circondario della città – i “meloni” del Sodo e di Camucia – delle quali viene proposta un’accurata immagine ricostruttiva. Il grande sviluppo ellenistico della città è testimoniato poi dalla tabula bronzea con una delle più lunghe epigrafi note in lingua etrusca, e dai reperti dei santuari e delle tombe monumentali suburbane. Il percorso si conclude con la fase romana, con la grande villa rinvenuta nella zona di Ossaia e con la vasta rete di strade e collegamenti tra i maggiori centri antichi.

Due sono le direttrici su cui si muove l’esigenza e la volontà di rendere il museo una grande piazza, luogo di incontro, di relazione, di identità, di bellezza e civismo. La prima è quella di avere un museo che sa innovarsi di continuo e partecipare da protagonista alla sfida dei servizi; la seconda direttrice è quella che dal museo porta i visitatori verso il territorio vasto di Cortona. Il ciclo Storie di Persone e di Musei

La conferenza rientra nel ciclo di incontri “Storie di Persone e di Musei”, finalizzato al perseguimento dello spirito della Convenzione di Faro (2005) sul valore dell’eredità culturale per la società e, al contempo, ispirato al “decalogo per un Museo che racconti Storie quotidiane” di Orhan Pamuk, per dare spazio e voce alle molteplici realtà culturali locali che popolano il territorio di cui il Museo di Villa Giulia è stato ed è tuttora interprete. Lo scopo è quello

di mettere a disposizione degli amministratori locali e dei curatori di raccolte civiche di interesse archeologico presenti nelle regioni del Lazio, dell’Umbria e della Toscana un luogo in cui poter raccontare la loro esperienza di valorizzazione non tanto dalla prospettiva delle “cose” quanto, piuttosto, da quella delle “persone”, intese sia come operatori museali che come fruitori culturali, in modo tale da far convergere l’attenzione anche sulla dimensione immateriale della nostra eredità culturale e sulle persone che, a vario titolo, “desiderano” identificarsi in tali valori.

L’iniziativa rientra nella programmazione dell’Anno europeo del patrimonio culturale (2018) e ha ottenuto il patrocinio dell’International Council of Museum (ICOM) sezione italiana.

La partecipazione all’iniziativa così come l’ingresso al Museo per i partecipanti alle conferenze saranno eccezionalmente gratuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Il prossimo appuntamento del ciclo avrà luogo giovedì 21 dicembre e sarà dedicato al Museo Archeologico Virtuale di Narce (MAVNA) di Mazzano Romano.

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