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Nuove Acque: Nicola Carini (Fdi) chiede chiarezza sul voto del Comune di Cortona

“L’assemblea di AIT del 11 gennaio scorso, che aveva all'ordine del giorno la proposta di prolungamento della concessione alla società Nuove Acque ed alla quale ha partecipato anche il sindaco di Cortona, si è trasformata in un teatrino politico...

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“L’assemblea di AIT del 11 gennaio scorso, che aveva all'ordine del giorno la proposta di prolungamento della concessione alla società Nuove Acque ed alla quale ha partecipato anche il sindaco di Cortona, si è trasformata in un teatrino politico indegno con protagonisti non secondari i sindaci PD. La battaglia, tanto propagandata, sulla ripubblicizzazione dell’acqua ha lasciato il passo ad interessi particolari”.

Nicola Carini, consigliere comunale di Fratelli d'Italia a Cortona commenta anche il fatto che durante la riunione, si siano svolte due votazioni, nella prima delle quali, tra l’altro era stata posta in votazione la proposta, avanzata dall’assessore Sacchetti del Comune di Arezzo, di rinvio del voto riguardante la proroga, per garantire ulteriori approfondimenti.

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“Nell’interesse dei cittadini e per dovere di trasparenza” continua Carini “chiedo attraverso la mia interrogazione, di sapere come il Sindaco di Cortona, od un suo delegato, si sia espresso in entrambe le votazioni e di acquisire dal Segretario comunale un parere sulla legittimità o meno del voto effettuato dal nostro Sindaco o suo delegato, in tema di proroga della concessione, voto espresso, sottolineo, in assenza di un mandato espresso dal consiglio comunale. Inoltre non risulta nemmeno un mandato della giunta né un parere dell’ufficio o del segretario comunale. Il sindaco, su una questione capitale che dispone del patrimonio pubblico ha espresso la volontà dell’ente senza una mandato, esprimendo di fatto una opinione personale”.

Conclude Carini:

“il fatto che Nuove Acque stessa stia prendendo tempo sulla proroga del servizio di tre anni, che era stata decisa a maggioranza dai sindaci, la dice lunga sull’illegittimità del voto. I sindaci avrebbero dovuto fare un passaggio nei rispettivi consigli comunali prima di votare. Forzare certe decisioni, bypassare i legittimi canali democratici è ormai un marchio di fabbrica di certe amministrazioni. Capita però, alle volte, che si debba fare i conti con una realtà per voi scomoda, che si chiama corretta procedura amministrativa. Infine chiedo al Sindaco: quando avete votato il vecchio piano dove si menzionavano altre promesse, poi non mantenute in termini di investimenti e abbassamento tariffa, dove eravate? Non avete pensato di chiedere un parere ad un soggetto capace di valutare? Oggi come allora vi siete dimostrati degli sprovveduti. Siete stati ridicolizzati dalla stessa Suez, che solleva dubbi in proposito”.

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