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Valerio Massimo Manfredi al taglio del nastro della mostra sulla scoperta di Ercolano

Appuntamento sabato 1 marzo al Maec

Sarà Valerio Massimo Manfredi, il famoso archeologo e scrittore nonché personaggio televisivo ad inaugurare venerdì 1 marzo la mostra del MAEC “1738. La scoperta di Ercolano. Marcello Venuti: politica e cultura fra Napoli e Cortona”.

Il manifesto perfetto di una Cortona che già nel XVIII secolo si apriva al mondo ed era protagonista. La cerimonia in programma al teatro Signorelli alle ore 16,30. Il programma prevede interventi del sindaco di Cortona Francesca Basanieri, del lucumone dell’Accademia Etrusca Luigi Donati, del direttore del Mann Paolo Giulierini, del direttore del Parco Archeologico di Ercolano Francesco Sirano, di Giulio Burbi presidente della Banca Popolare di Cortona e di Valerio Massimo Manfredi a cui è affidata l’orazione finale.

Una esposizione che ha come protagonisti l’Accademia Etrusca di Cortona, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli-Mann, la Biblioteca del Comune e dell’Accademia Etrusca di Cortona, il Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona-Maec e il Comune di Cortona, con il sostegno della Banca Popolare di Cortona ed il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Arezzo.

La mostra conferma così la dimensione internazionale di Cortona e del museo, si tratta, infatti,  della quinta grande mostra internazionale realizzata in soli 10 anni in città: nel 2008 con il Museo dell’Ermitage di San Pietroburgo, nel 2011 con il Louvre e nel 2014 con il British Museum di Londra e nel 2016 ancora con il Louvre.

La scelta di onorare la figura di Venuti rappresenta un trait d’union importante tra i Musei MAEC e MANN e le città di Napoli e Cortona. 

Duecentoottanta anni fa Marcello Venuti fu incaricato dal Re di Napoli (1738) di curare le collezioni farnesiane e di sovrintendere agli scavi di Ercolano.

A Cortona Venuti è stato un uno dei fondatori dell’Accademia Etrusca e attento esponente e divulgatore.
Queste leggende, queste meraviglie e la magia di una storia affascinante dal 1 marzo fino a giugno saranno protagoniste a Cortona.

“Cortona, dichiara il Sindaco di Cortona Francesca Basanieri,  è, senza dubbio, una delle mete culturali più apprezzate e conosciute di tutta la Toscana. Un modello di promozione ma anche di gestione del patrimonio culturale.

Sono fermamente convinta che la strada per garantire sviluppo, crescita economica e sociale ma anche futuro, per una città d’arte sia questa. Il patrimonio storico, artistico, architettonico, archeologico, ambientale e paesaggistico che i nostri antenati ci hanno lasciato è qualcosa di unico e irripetibile. Sta a noi trovare l’equilibrio tra conservazione e modernità.

Il viaggio del Maec oggi segna un passo fondamentale ed il racconto che deriva da questa mostra è così classico, così affascinante da essere estremamente moderno. Le vicende legate alla (ri)scoperta di Ercolano ci stimolano a conoscere ancora di più la nostra storia, un intreccio di arte, diplomazia, archeologia, potere che la rendono una vicenda immortale e profondamente legata alle radici europee. Una riscoperta della classicità che ha poi contaminato tutto il continente.

Il mio invito, conclude il Sindaco, rivolto a tutti i miei concittadini e coloro che amano la bellezza e l’arte, è quello di partecipare venerdì a questa grande festa inaugurale,  a visitare la mostra, il Maec e Cortona.

Vorrei, altresì, cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro, e sono tanti, che hanno reso possibile questo nuovo viaggio magnifico alla scoperta della storia di Cortona e dell’archeologia. (Banca, Accademia, Comitato Tecnico, Soprintendenza, Regione Toscana, Polo Museale, Aion, Mann, Ercolano etc,) ma vorrei concludere con un ringraziamento a colui che con più forza e convinzione di tutti noi ha fatto si che negli ultimi dieci anni il MAEC raggiungesse questi vertici e questo prestigio, il compianto prof. Giovannangelo Camporeale, già lucumone dell’Accademia Etrusca e cittadino onorario di Cortona. Ricordo con affetto ed emozione il suo entusiasmo ogniqualvolta parlavamo della storia antica di Cortona, degli Etruschi e della sua amata Accademia. Senza di lui, ne sono certa oggi non saremmo qui.”

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