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"Chi prende il reddito di cittadinanza sia inserito nei lavori socialmente utili"

Segnalazioni e controproposta di Cortona Patria Nostra. Siti archeologici senza manutenzione: "Che il comune utilizzi i percettori del reddito di cittadinanza"

Mauro Turenci di Cortona Patria Nostra

"Nei giorni scorsi Cortona Patria Nostra ha segnalato la situazione imbarazzante dei nostri siti archeologi in stato di abbandono ed invasi dalle erbacce. Siamo riusciti a documentare la particolare situazione della Tanella di Pitagora che, almeno fino al 20 giugno, era impraticabile e soffocata dall’erba alta. Questa incresciosa situazione si manifesta all’inizio della stagione estiva, proprio mentre alcune guide turistiche promuovono la loro attività anche sui social con visite guidate ai nostri monumenti di maggior rilievo."

Comincia così una nota pubblica di Cortona Patria Nostra, lista che fa capo a Mauro Turenci.

"Dopo le segnalazioni di Cortona Patria Nostra, che ha dato voce alla gente ed in maniera molto circostanziata ha sollecitato interventi urgenti di manutenzione e di pulitura, sono arrivate puntuali le repliche dei sostenitori del sindaco che hanno assolto l’Amministrazione da qualunque responsabilità, attribuendo alla grave emergenza sanitaria l’impossibilità di provvedere in maniera adeguata. Il nostro è un territorio molto grande e complicato, dove diventa difficile, perfino in condizioni normali, garantire il decoro dei siti e la manutenzione programmata. Ci vengono in mente le mura etrusche di Cortona, i cimiteri delle nostre frazioni, gli spazi verdi per i bambini, i fossi e le strade comunali da tenere in ordine."

Oltre alle segnalazioni la lista fa una proposta sulle possibili persone da impiegare nei servizi socialmente utili per la città.

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"Vogliamo dare un suggerimento al sindaco, formulando una proposta concreta, perché non è giusto muovere solamente critiche se non si è in grado di prospettare soluzioni. Un decreto del Ministero del Lavoro, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2020, prevede che i percettori del rdc siano tenuti a svolgere lavori utili ed a titolo gratuito presso il Comune dove risiedono. Devono dare la loro disponibilità, per almeno 8 ore settimanali, a svolgere attività non retribuite in alcuni ambiti: dall’assistenza domiciliare alle persone anziane alla manutenzione del verde pubblico. Saranno i Comuni ad individuare le necessità specifiche e, qualora il percettore del rdc non si renda disponibile, perderà il diritto al sussidio. Con l’attuazione della fase 2 del Reddito di cittadinanza, i progetti da portare a termine saranno strettamente connessi ai bisogni e alle esigenze evidenziate dalle amministrazioni comunali. I lavori verranno svolti in ambito culturale, sociale, artistico ed anche ambientale, oltre che di tutela dei beni comuni. I beneficiari, mentre assicurano le prestazioni sociali presso gli Enti Locali, dovranno continuare a cercare un’attività lavorativa avvalendosi dei Centri Regionali per l’impiego. E’ indispensabile, però, che il Comune elabori specifici progetti nei quali vengano indicate le tempistiche, le risorse da impiegare e le persone da coinvolgere. Le prestazioni devono essere svolte a titolo gratuito e non possono essere assimilate ad un lavoro subordinato o autonomo. I percettori del reddito di cittadinanza non possono svolgere mansioni in sostituzione di personale dipendente del Comune. Chiediamo al sindaco se sono in fase di elaborazione progetti per utilizzare chi percepisce il reddito di cittadinanza. In caso negativo chiediamo all’Amministrazione Comunale di predisporli, avvalendosi della consulenza e delle indicazioni degli 8 saggi nominati nel luglio dello scorso anno dalla giunta municipale. Il reddito di cittadinanza, per garantire condizioni di vita decorose a chi non ha un’occupazione e versa in difficoltà economiche, in linea di principio è una conquista importante per molti italiani. La sua attuazione, però, fa ancora i conti con i gravi limiti dei Centri Regionali per l’Impiego, incapaci di fornire indicazioni puntali per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro. Gli enti locali devono fare la loro parte perché gli strumenti normativi ci sono. Si tratta soltanto di mettere a punto progetti nell’interesse della cittadinanza. I percettori del reddito di cittadinanza, qualora le condizioni personali e famigliari lo consentano, devono contribuire con il loro lavoro al bene comune e svolgere un lavoro socialmente utile nel proprio territorio. Crediamo di poter dare questo suggerimento all’amministrazione comunale di Cortona specialmente ora che il nostro paese sta vivendo la più grande crisi economica dal dopoguerra. Le battaglie si vincono anche puntando sulle risorse che ci vengono concesse. Sono molti i comuni, tra cui quello di Roma, che hanno dato piena attuazione e con esito soddisfacente al decreto del Ministero del Lavoro. L’alternativa è quella di stare a casa ad attendere il sussidio ma questo appare mortificante per chi è in grado di dare una mano."

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