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Pacchi alimentari e mascherine in piazza: "Meoni sbaglia, il nostro aiuto è stato rifiutato"

Il gruppo entra nell'acceso dibattito che da ieri ha riguardato la consegna delle mascherine con le file di persone che si sono create nelle strade adiacenti a piazza Sergardi a Camucia, in via 4 Novembre e in via Lauretana

Disapprovazione per i meccanismi messi in piedi per la distribuzione delle mascherine e di pacchi alimentari in piazza e spiegazione di come l'aiuto dei Giovani Democratici sia stato rifiutato dall'amministrazione di Cortona.

Il gruppo entra nell'acceso dibattito che da ieri ha riguardato la consegna delle mascherine con le file di persone che si sono create nelle strade adiacenti a piazza Sergardi a Camucia, in via 4 Novembre e in via Lauretana.

"Come GiovaniDemocratici non possiamo negare la distanza politica che ci separa dall’attuale Sindaco di Cortona, questo è evidente, tuttavia fin dall’inizio, assieme agli stessi colleghi del Partito Democratico,  gruppo consiliare “PD-Insieme per Cortona” in primis, la nostra intenzione è stata quella di porci in modo sì critico, ma costruttivo e solidale con l’attuale amministrazione in questa emergenza senza precedenti.  Con nostro rammarico, tuttavia, non possiamo restare in silenzio di fronte a certi comportamenti ed atteggiamenti che a tutto portano fuorchè al bene della collettività. Precisiamo inoltre che le nostre proposte sono similari se non addirittura ricalcano in tutto le stretegie che poi sono state adottate dalla maggior parte se non totalità de comuni, più o meno vasti di Cortona, dai piccoli campanili alle grandi realtà metropolitane."

La distribuzione di pacchi alimentari invece dei buoni spesa

"In linea con quanto espresso dal Partito Democratico anche noi vogliamo precisare la nostra disapprovazione rispetto all’impiego dei pacchi alimentari piuttosto che dei buoni spesa per le famiglie in difficoltà economica. Ringraziamo i volontari della Caritas per l’impegno profuso nella distribuzione degli stessi dimostrando in questa maniera di essere una realtà dinamica e generosa. Crediamo tuttavia che, data la situazione di straordinaria emergenza, i buoni spesa recapitati a casa avrebbero avuto non pochi vantaggi fra cui entrate economiche anche per i negozi di piccola distribuzione, maggiore privacy per gli interessati in situazione di difficoltà e sicuramente minor impiego di personale volontario con conseguente rischio di assembramento. Ciò nonostante se il sindaco ha preferito continuare per questa strada anomala, anzi, quasi un unicum, potrebbe spiegarci i vantaggi di tale sistema di distribuzione."

La distribuzione delle mascherine

"Anche per quanto riguarda il sistema di distribuzione delle mascherine, che vogliamo ricordare fornite ai comuni dalla regione Toscana, si sono creati non pochi disagi.  E’ evidente che un sistema di distribuzione del genere avrebbe portato a assembramenti che inevitabilmente si sona venuti a formare, per quanto qualcuno dei soliti estimatori cerchi di negarlo. Signori, lo dicono i numeri, lo dicono le immagini, lo dicono le tante persone preoccupate, che sia stato per un’ora, per due o per l’intera mattinata nella frazione più popolosa di Camucia si sono create situazioni di disagio certamente evitabili. Distribuire mascherine per una cittadina di 9000 abitanti in un piazza di pochi metri quadrati e nell’arco di 3 ore, si perché solo dopo le 12 è arrivato l’avviso di allungamento anche nel pomeriggio del servizio di distribuzione, e pretendere che non si creino file, attese ed assembramenti è semplicemente sinonimo di disorganizzazione. Non capiamo inoltre a quale situazione di urgenza faccia riferimento il sindaco; se, a suo dire, i soggetti più vulnerabili e chiunque ne abbia fatto richiesta è stato da lui stesso fornito di mascherine già da tempo, se l’invito continua ad essere quello di restare a casa il più possibile, se la regione Toscana renderà obbligatorio l’utilizzo delle mascherine quando si esce dal proprio domicilio solo una volta che sarà ultimata la procedura di distribuzione da parte dei comuni, semplicemente non sussiste alcuna situazione di urgenza e si sarebbe benissimo potuto procedere con una distribuzione porta a porta. Siamo certi che le tante associazioni di volontariato che animano ed arricchiscono il nostro territorio sarebbero state oltremodo disponibili ad occuparsi di una distribuzione capillare che potesse arrivare anche alle persone più anziane che magari vivono in zone più distanti dai centri abitati e non sono pratiche di comunicazione via social, quindi del tutto ignare dell’iniziativa."

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"Il nostro aiuto è stato rifiutato"

"Infine vogliamo sottolineare come troviamo profondamente scorrette ed irrispettose le continue illazioni del sindaco per cui la nostra parte politica non sarebbe in grado di fare altro se non criticare, ci sembra di aver proposto soluzioni concrete, fattibili e condivise dalla maggior parte degli amministratori, e per cui nessuno di noi si sia mosso concretamente per aiutare la cittadinanza. Non ci piace sbandierare il fare del bene come invece ama fare qualcun altro, tuttavia non possiamo accettare che si neghi il nostro aiuto e si sia fatti passare come poltronari, criticoni attaccati al divano, come dal sindaco stesso è stato definito chiunque non si allinei al suo operato. Il nostro tentativo infatti nel contribuire alla distribuzione dei pacchi è stato nettamente rifiutato perché sufficienti le forze delle varie associazioni di volontariato. Una risposta del genere, per quanto ci possa lasciare perplessi (com'è che apparentemente non ci sono volontari per la distribuzione porta a porta di mascherine, però ci viene negato di dare il nostro aiuto, sará mica una questione di colore politico?) la accettiamo, le accuse infondate e la mancanza di rispetto no."

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